essere atei

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A Washington e a Londra sono apparsi autobus con la scritta:
"Una cattiva notizia è che Dio non esiste.
 Quella buona è che non ne hai bisogno".
Era in programma che sarebbe apparsa il 4 Febbraio su due autobus di Genova ma la concessionaria dell'AMT di Genova ha comunicato di rifiutare la campagna, " nessun mezzo pubblico circolerà con lo slogan dell'UAAR (Unione atei agnostici razionalisti)".
Accendo la radio nella mattinata di Domenica e ascolto la Santa Messa, o qualche ora prima la trasmissione "Uomini e profeti".
Se è possibile che qualcuno non si sia mai sintonizzato, consiglierei di farlo, perché sono due servizi che Rai 2 e Rai 3 fanno in maniera egregia, con una regia accuratissima, con interventi particolarmente colti.
Parlano di Dio, che ci consola, ci protegge, che imploriamo perché ci ascolta, confortandoci.
Io sono ateo.
Sono in buona compagnia, tanto per fare qualche nome ricorderò Feurbach, Shopenhauer, Nietzche, Woody Allen, Ingmar Bergman, Umberto Eco, Giacomo Leopardi, Albert Camus, Margherita Hack, Pier Paolo Pasolini, Jean Paul Sartre, Oriana Fallaci, e tanti altri.
Ma non abbiamo il diritto di dirlo, loro possono proclamare la loro fede in stazioni radio nazionali, noi no.
Un sacerdote, direttore de "Il cittadino" settimanale della diocesi di Genova commenta la bocciatura dell’AMT scrivendo: "Coloro che hanno preso questa decisione hanno avuto rispetto per la sensibilità della gente comune, dei credenti e della tradizione della nostra società".
Informare che sono in produzione mozzarelle, accompagnando l'informazione con la foto di un bel paio di tette, o villaggi vacanze con tanti bei sederini ( femminili naturalmente) che corrono lungo le spiagge è concesso, ma affermare la fede di tanti intellettuali non è possibile: lo impone il rispetto per la sensibilità della gente comune.
 
Ivo Celeschi