Le metamorfosi oggi

La metamorfosi oggi
Pubblicato su La Sicilia il 13 Febbraio 2007
Ho vissuto gran parte della mia infanzia in un paese di 3000 abitanti. Vivevamo di cazzotti, chi picchiava con successo era libero, vietato sfotterlo. Se una ragazza si lasciava andare con uno di noi , era poi per sempre, oggetto di dileggio, raccontini, vanterie. Poi la mia famiglia si trasferì, tornammo dopo un anno. Il dileggio ed i raccontini avevano cambiato oggetto.Questa volta avevano stuprato un loro coetaneo.Ridendo. Lo raccontavano davanti a lui. In un paese dell'Umbria, la terra di San Francesco, più di 50 anni fa. Ogni volta che mi imbatto in storie di violenza penso ad allora e faccio i confronti.
Hanno ammazzato un poliziotto Venerdi sera. Non chiedete perchè: non lo sanno. Nel confronto so che è cambiato poco. Il branco di allora era un branco di ragazzini selvaggi. I tifosi assassini sono un gruppo di ragazzi sbandati e senza illusioni, che può essere peggio. Annoiati disinteressati, vivono lo squallore della vita con totale incoscienza, non si accorgono del vuoto che si è conservato dentro di loro, delle sciocchezze di cui è fatta la loro vita.Non è un fenomeno catanese, se così fosse sarebbe meglio: ci guarderemmo intorno e cercheremmo di capire perchè gli altri sono migliori di noi. Ma ormai sono i protagonisti della cronaca della nazione. Si parla e si scrive di loro più dell'anniversario di Toscanini.Erika e il suo ragazzo massacrano a coltellate la madre di lei e il suo fratellino, perchè? Per essere più liberi?Di che?Scagliano pietre dal cavalcavia e quando fanno centro esultano ( bingo!)e uccidono, bruciano macchine, si riempiono le narici di cocaina, sfasciano vetrine, imbrattano monumenti, prendono a sberle vecchi, genitori, insegnanti, violentano bambine, orinano sulla cattedra, fanno spogliare nude le loro ragazze, le fotografano e le mandano in internet, preda di milioni di occhi nel mondo.
Milioni di anni fa eravamo degli scimmioni. Come è avvenuto il cambiamento?Guardando le stelle facendoci poi delle domande?Cercando di rendere meno miserabili le condizioni della nostra esistenza?Essere costretti alla fatica per non morire, per mangiare, per tenere vivi i nostri figli?
La vita è una storia di illusioni, grandi e piccole contro un vuoto che droga. Scorrendo gli anni ci siamo specchiati in altri uomini, in altri pensieri, nei loro nei loro e nei nostri dubbi, brancolando nella vita, per capire, per sbagliare, per capire da capo. Altri si sono specchiati negli specchi sbagliati ed ad un certo punto per loro è stata la fine. Ora ridono di tutto, anche della morte di un poliziotto.
Kafka scrisse nel 1915 “ La metamorfosi” .Dopo quasi un secolo la profezia si è avverata.Ci siamo trovati di fronte anche noi Sabato mattina “ad uno strano insetto immondo” che ci angoscia, perché ci ricorda come eravamo, come apparentemente non siamo più, come non vorremmo essere stati mai. Il nonno di Pantani diceva al nipote: “Devi fare solo le cose che ti vengono facili”.E Pantani si è spento sfinito, solo, autodistrutto, sconfitto.
Ormai il degrado è arrivato nell’animo di questi ragazzi ad un tale limite, che riescono a trovare coraggio solo nella loro emarginazione, solo quando in gruppo sprangano, scagliano pietre, uccidono, scappano, anche loro fanno solo le cose che gli vengono più facili non sanno pensare ad altro.
Il protagonista di Le Metamorfosi un mattino si sveglia trasformato in uno scarafaggio. Chi non sopporta quell’orrore lo schiaccia e lo fa buttare nella spazzatura. Non facciamo la stessa cosa. La responsabilità della metamorfosi che si è affacciata allo stadio di Catania, Venerdì sera, è di molti.