Il posto fisso

Il posto fisso

 

pubblicato sul giornale La Sicilia il giorno 16 Febbraio 2012

 

Il meridione d’Italia in questi ultimi 80 anni ha pianto venti milioni di persone costrette ad andarsene, lasciando tutto, casa, familiari, il loro paese. Se cerchiamo di calcolare quanti sono stati nelle altre regioni, altrettanto, se non più disperate, abbiamo lo sconforto di un popolo di emigrati, nel passato e nel presente: altre nazioni, altre lingue, abitudini, un’ospitalità da conquistare, sospetti e razzismi.

Ora che vuole questo popolo di straccioni, cosa vuole, a cosa si sogna di aspirare?

Il posto? Il posto fisso? Ma cosa diavolo pensa, che razza di ambizioni si è messo in testa?

Abbiamo di fronte una squadra di persone e donne di grande ingegno, a noi superiori, in tutto, casta, cultura, potere e soldi molti soldi.

Un senatore ( a vita, così è un poco più fisso ) e poi professore universitario ( fisso ) e che vogliono questi morti di fame, un fisso anche loro?

“ Sa io mi sono laureata in Storia e Filosofia “. E questo che significa, sei un commissario europeo, hai la possibilità di un fiume di settantamila euro che gli entra nelle tasche? Tu con la tua piccola laurea non sarai mai come loro, come hai potuto avere ambizioni così stravaganti?

Ferma! Ho capito! Sono le lacrime in diretta tv, che ci hanno illuso e commosso. Poi ho letto che le piacciono i vestiti firmati, tailleur preferibilmente ( fa più austero) ne basta uno per fare pari con la pensione di un vecchio. Ora è tornata a sorridere, fine del pianto, severa, inflessibile, strapiena di soldi. Odia l’articolo “la”, in effetti non diciamo il Berlusconi, il Bersani, e quindi non dovremmo nemmeno dire la Fornero, la Cancellieri. Parliamoci chiaro questo è un problema particolarmente grave, dalle possibili conseguenze funeste, adeguato ai problemi di oggi e di un popolo che lei ha contribuito a dissanguare.

Confesso che sono rimasto di stucco quando un’altra ministra ci ha rivelato una notizia inaspettata, folgorante. I carcerati sono troppi, vivono nelle carceri in condizioni inumane, una tortura, più di quanto non lo sia la detenzione. Il partito radicale da quaranta anni protesta per questa vergogna, (quarantaquattro persone in due celle a Bari, scioperi della fame a ripetizione, centinaia di impiccati) e lei, in tailleur firmato, ci dà la rivelazione, e trova la soluzione. Non minaccia i magistrati di scarso rendimento, i penalisti di boicottaggio per le decine di migliaia di poveri disgraziati in attesa di giudizio. Nossignore, li fa uscire, fuori dal carcere, soluzione parliamoci chiaro che ha il volo del genio.

Il terzo tailleur, palazzi e ettari sparsi in tutta Italia, una manciata di stipendi, ci manifesta il suo disprezzo: “ Siete attaccati a mammà e papà!, rincorrete la noia del posto fisso”! ( Bamboccioni è un disprezzo di pochi anni fa ). Probabilmente il posto di prefetto è da precaria, non lo sapevo. Con una ministra dal linguaggio così diretto, la mafia vivrà sicuramente momenti di terrore.

Bamboccioni, mammoni, fannulloni, mettiamocelo definitivamente in testa, il posto fisso non è per noi, è cosa loro.