Maria va in Madagascar.

Le nostre feste odorano di cibo, salsicce, pizze e pizzette, carciofi, carne e pesce arrosto, a Natale i bambini si affollano sotto l'albero rossi in viso, per tutti i regali che si ammonticchiano per loro, mentre noi, lenticchie agnello panettoni cannoli e mangiamo: mangiamo per i compleanni, quando ci sposiamo, prima di sposarci, quando ci riuniamo nei nostri clubs, quando battezziamo i nostri figli, quando si laureano, mangiamo, mangiamo, per Pasqua e giù uova di cioccolato, colombe, festeggiamo e mangiamo.
Ho un'amica, medico, in pensione. E' tornata da poco dall'Africa, sta per ripartire per l'Africa, ha già preparato valigie piene di medicinali, in paesi dove tutto, tutto, è tornato tragedia, come agli albori del mondo, un mondo di fame. Donne piene di aids, con seni come stracci appesi, da cui esce latte malato di aids, bambini come le mamme, mamme e prostituzione.
Le capanne sono fatte di rami d'albero e fango secco, d'inverno con le piogge il fango si scioglie e piove dentro, dove non c’è niente.
Ha dormito nelle stesse capanne anche lei, alcune volte di notte si è dovuta alzare perché le lenzuola erano fradice di umidità.
Le hanno portato una bambina di due anni che hanno trovato dentro un sacco.
Dicono che l'herpes zoster ci assale quando le difese immunitarie si indeboliscono, per stress dicono, grosse vesciche localizzate, la bambina non le aveva localizzate, le aveva dappertutto, collo, viso, spalle, petto, schiena, gambe, piena. L'ha voluta nella sua capanna, è strano, la bambina non piangeva, pare che lì i bambini piangano poco, quì strepitano perché la mamma per loro non compra abbastanza.
Penso ai suoi occhi, occhi di una piccina piena di piaghe, lasciata in un sacco.
La bambina è guarita, la pelle piena di cicatrici.
La mia amica racconta a stento, non ci siamo abituati, abbiamo politici trionfanti e soddisfatti perché hanno mandato un plotone di poliziotti in tenuta antisommossa per sbattere fuori dal circolo qualche decina di ragazzi: un circolo creato dal nulla. Ci hanno fatto doposcuola gratis. Proclami, tolleranza zero.
Più tempo passa, più ho dubbi sull'esistenza di Dio, dubbi che nel tempo stanno diventando certezze. Potrei dire che Dio alcune volte arriva travestito da dottoressa catanese in pensione, ma mi pare un raccontino. Nell'epistolario di Suor Teresa di Calcutta ho scoperto un momento di crisi, non poteva non esserci: " Se non ci fossi io, che mi prendo cura di questo neonato cieco, pieno di fame, di questo bambino cosa ne sarebbe stato?" Non è possibile che non se lo sia chiesto.
La mia amica ( si chiama Maria ) è partita per il Magadascar, da Catania, un medico, una donna.
L'ho raccontato perché si deve sapere chi c'è in questa città, e cosa fa. Perché Maria non è solo una speranza per i diseredati ma lo è anche per noi che restiamo.
Natale e la fine dell'anno sono passati. Per un po’ l'odore di salsiccia non lo sentiremo.
 
Ivo Celeschi  
 
Pubblicato sul giornale La Sicilia, il 22 Gennaio 2010