La tracotanza che arriva da lontano e quei catanesi che amano troppo la loro città.
Tempo fa ebbe un grande successo un libro intitolato "Donne che amano troppo". Le donne con il loro ideale dell'amore che hanno ( che avevano?) centrano la loro vita principalmente sull'amore, e se la rovinano, amore per i figli, per il marito, per mamma e papà e alla fine raccattano solo delusioni.
Ecco qual è il nostro grande difetto: noi questa città l'amiamo troppo. Molti la lasciano per andare ad affermarsi altrove, ma tornano magari solo per rivederla, e come le donne si comportano come innamorati delusi, perché da dove vengono-l'autobus passa ad orario. Se a Firenze dove vivono ora, debbono prendere l'autobus 535 loro sanno che alle 17,40 l'autobus passa, se lo devono prendere a Catania, vedono passare il 429 due o tre volte, e poi imprevedibilmente il 535 arriva, quando può, se Dio vuole. E allora scrivono a Lo dico alla Sicilia e il direttore dell'AMT risponde: a Catania c'è molto traffico. Spiacente niente da fare tornatevene a Firenze dove il traffico non c'è, chissà forse lì viaggiano in elicottero.
Il nostro Centro Storico è indimenticabile, con i suoi spazi, i prospetti splendidamente decorati, sontuosi, saturi di memoria, e appena tornati, lo troviamo imbrattato selvaggiamente. Lo sanno tutti che c'è una legge (carcere da uno a sei mesi o multa da trecento a mille euro) e vorremmo che la nostra città ( perché porca miseria è anche nostra!) con un passato cosi fascinosamente testimoniato, non fosse così violentata. " Il mio sogno sostiene l'assessore è ripulire tutta la città( forse per questo hanno schiaffato manifesti dappertutto, sui pali della luce, immagini, promesse, votate per me! Non votate chi sporca, manifestando i loro sorrisi, dallalto dei pilastri di Corso Sicilia. C'è qualcuno che paga per queste affissioni selvagge, per questi murales spalmati dappertutto? ) Questo non lo so- risponde lassessore, anche perché gli imbrattatori lavorano solo di notte. Giusto, la città si protegge solo di giorno, di notte è abbandonata all'individuo.
Abbiamo letto che hanno vietato il parcheggio per proteggere il Cenacolo di Leonardo, hanno vietato la partenza di una gara automobilistica perché le vibrazioni delle Ferrari potevano nuocere al Colosseo, e allora con garbo abbiamo chiesto non si potrebbe studiare una pianta in modo che le esplosioni sparate durante la festa di Sant'Agata siano studiate in posizioni adeguate? Nossignore! Noi a Catania possiamo sparare tutte le bombe che vogliamo per festeggiare Sant'Agata, anzi Sant'Agata sarà più contenta quanto più le esplosioni saranno assordanti. Chissà perché a Roma e a Milano la pensano diversamente, forse i loro Uffici Tecnici sono esageratamente prudenti, mentre noi non ci possiamo nemmeno permettere un accenno per una sensibilizzazione diversa. Potremmo divertirci a girare la soluzione del problema a qualche docente della facoltà di Fisica, per sapere se esplosioni di quella portata ripetute per decenni, a pochi metri da edifici costruiti per lo meno un centinaio di anni fa, possono arrecare qualche danno alle strutture murarie. L'Ufficio Tecnico non mette nemmeno in dubbio che le bombe possano essere una concausa, come diavolo ha fatto è un mistero.
Questa tracotanza viene da lontano, siamo solo cittadini che amano troppo la nostra città, loro sono le istituzioni, di fronte alle quali due sudditi qualsiasi non possono permettersi di esprimere qualche perplessità.
Tanto io che il signor Di Valois, ne sono certo, ci auguriamo di sbagliare.
Nel frattempo continuate a sparare, come e quanto volete, la stabilità delle strutture murarie che testimoniano il nostro passato e la nostra storia è al sicuro, ormai è assodato. Fuoco!
Ivo Celeschi
Pubblicato su La Sicilia il 14 Gennaio 2010