Il bombardamento per la festa di Sant'Agata.

Molti anni fa volevano programmare la partenza di una gara automobilistica nello spazio antistante il Colosseo. La Soprintendenza negò il permesso, la vibrazione dei motori delle Ferrari, Maserati, Mercedes, poteva recare danno ad uno dei monumenti architettonici più famosi del mondo.
Sulla Piazza di Santa Maria delle Grazie di fronte alla chiesa che contiene il Cenacolo di Leonardo le auto stazionavano a loro piacimento anche se un cartello prescriveva " Zona pedonale". La mattina i genitori degli allievi del vicino Istituto San Carlo e della scuola Giovanni Pascoli parcheggiavano i loro suv, per accompagnare i loro figli all’entrata e per venirli a prendere alle 13,45. Tutti a fare manovra nella piazza e nel sagrato.
Sono seguite le proteste dei giornalisti del Corriere della Sera, del Presidente del Fai Giulia Maria Crespi, di Italia Nostra, dato per certo che le vibrazioni delle auto e moto in sosta potevano produrre microlesioni alla pareti dell"affresco.
Per la festa di Sant'Agata fra qualche settimana si scatenerà un bombardamento, esplosioni che rimbomberanno nelle zone storiche della città, onde sonore che faranno, come sempre, tremare i vetri, vibrare le pareti, di fronte alle quali la vibrazione prodotta dal motore di una Ferrari, o le manovre per districarsi in un parcheggio, sono al confronto niente.
Io non credo, non credo proprio che un’opera di Leonardo o un monumento dell'antica Roma abbia un valore diverso dagli edifici che fanno la storia della nostra città, penso che la Cattedrale, la Badia di Sant'Agata, i prospetti che perimetrano via Etnea,e tutte le vie del Centro Storico sono le testimonianze di un passato grande ed irrepetibile, che noi, tutti noi, abbiamo il dovere di conservare e custodire, affinché chi verrà dopo di noi possa capirlo, leggerlo, tradurlo, goderlo. Non l'abbiamo fatto noi, l'hanno fatto uomini che non ci sono più e che hanno progettato e costruito per trasmetterci le filosofie del loro tempo, tecniche, stili, capolavori, storia, materia di studio.
E non capisco per quale ragione si debba festeggiare una Santa martire, gareggiando a chi fa il botto più fragoroso. Se si vogliono divertire sparando, l'Amministrazione dovrebbe tracciare una pianta, in modo che il finimondo scoppi in zone in cui il pericolo di crolli sia con certezza scongiurato.
Alcune associazioni fanno il diavolo a quattro se viene abbattuto un albero striminzito, progetti interi sono stati corretti perché qualche alberello sarebbe conseguentemente scomparso
(e sostituito), ma se il bombardamento a tappeto che si scatenerà per la festa della Santa potrà arrecare danni irreversibili a qualche capolavoro architettonico, oggi nessuno protesta, si preoccupa, si scandalizza.
Un albero è sostituibile, un prospetto settecentesco no.
 
Ivo Celeschi  


Pubblicato su La Sicilia il 28.12.2009