Il Gattopardo e l'Università

 
 
 
 
 
Il gattopardo e l’università
 
“…in quegli anni la frequenza di matrimoni fra cugini, dettati da pigrizia sessuale e da calcoli terrieri…avevano riempito i salotti di una turba di ragazzine incredibilmente basse, inverosimilmente olivastre, insopportabilmente ciangottanti…:gli sembrava quasi di essere un guardiano di giardino zoologico posto a sorvegliare un centinaio di scimmiette: si aspettava di vederle a un tratto arrampicarsi sui lampadari e da lì, sospese per le code, dondolarsi esibendo i deretani e lanciando gusci di nocciole, stridori e digrignamenti sui pacifici visitatori”.
 
Giuseppe Tomasi di Lampedusa nello scrivere queste righe nel libro “Il Gattopardo” non poteva immaginare di avere descritto alla perfezione la situazione delle Università e delle Accademie di oggi.
 
I figli dilagano, sono certamente la maggioranza, figli di Presidi,di Direttori, di Professori,seguiti alla distanza da mogli e amanti.
 
Questa povera ragazza che ha scritto la lettera al “La Sicilia” pensava che il solo fatto di essere brava, essersi laureata con il massimo dei voti, poteva per lo meno facilitarle l’ingresso al dottorato.
Invece “i nomi dei vincitori si sanno già .Come ogni anno del resto.”
Tutto prestabilito.
Geniali o imbecilli, l’unico dato richiesto è avere” un cognome di prestigio”
 
“Dondolarsi esibendo i deretani e lanciando gusci di nocciole, stridori e digrignamenti”
 
In Italia sono questi i risultati della ricerca: siamo fra gli ultimi.
 
Ma d'altra parte questi poveri padri professori, direttori, presidenti, amanti, mariti che altro possono fare? I loro figli non li vuole nessuno, come ha detto l'ex ministro Martino sono inoccupabili, l'unica soluzione è ficcarli in una cattedra, una qualsiasi, per il naufragio delle Università.