Sono un vecchio.

Sono un vecchio.

Che vuole dire diventare vecchio? Avvicinarsi alla morte. E’ tutta la vita che spero di uscirmene. Dal liceo, dall’Università, faccio un viaggio e un paio di giorni prima di tornare, non vedo l’ora di tornare,  torno ma dopo un paio di mesi penso ad un'altra partenza, esco, passeggio lentamente per la mia città, contento di essere uscito da casa, da cui mi seccava uscire, il cantiere per il restauro della mia casa non finiva mai, l’inverno non finisce mai, è finito finalmente, l’estate non finisce mai, è finita finalmente, mi libero finalmente da una storia d’amore che mi asfissiava, mi avvicino alla morte per uscirmene: dalla vita, da me stesso. Cercherò di capire quel momento, quando non potrò più tornare. Sarà un rimorso di avere sprecato tutto? Di non essermi accorto che vivevo abbandonando, per avere cosa, per cercare cosa? O morirò con un sorriso di liberazione? Avrò qualcuno vicino? E cosa gli dirò? E’ finita finalmente, sai ne valeva la pena? Di che, di scappare? Quando ero vivo me ne uscivo perché tornavo, per un’altra storia d’amore fuggendomene da un’altra, pieno di futuro, o colpito da un rammarico, dal ricordo di qualcosa, di qualcuno  che non c’è più, di mio padre che mi manca, non vedevo l’ora di liberarmene quando era vivo. Esco dalla vita, ma sarà un’uscita senza futuro, esco per non tornare, non avrò più una casa, non avrò più la possibilità di pentirmi, di chiedere scusa.

Fine.