Conferenza giovani architetti

 
 
 
 
 
Conferenza giovani architetti
 
Molti sono morti per l’Architettura molto prima di essere morti per la vita.
 
 
Uno degli aspetti positivi di questo meeting,è nel fatto che non si rivolge solo agli architetti . Entrare in altre categorie è fra l’altro un mezzo per considerare, per arricchirsi e capire. Di noi dicono sempre: “Architetto!Un lavoro creativo!”Vero. Il nostro è un lavoro creativo. Vi voglio descrivere cosa c’è prima e durante la creazione. Vi faccio un esempio.
Mi hanno chiesto il progetto per una casa monofamiliare , l’ho terminato in scala 1/100, l’ho sottoposto all’esame del committente , ho preso nota di alcune loro osservazioni, ho riportato gli elaborati nello studio, ho apportato le modifiche,ho presentato il progetto al Comune.In tutto ci ho messo 20 giorni, plastico compreso.
Per ottenere la Concessione Edilizia ci ho messo un anno. Perchè le richieste dell’Ufficio tecnico sono le più disparate vanno dal rilievo aereofotogrammetrico, al progetto di utilizzo, dalla sistemazione e arredo degli spazi scoperti, alla relazione geologica, dalla verifica dispersione termica Legge 10/1991, al deposito progetto Legge 46/90 (parafulmine).
Ve la faccio breve.
In tutto 20 pareri. Per una committenza privata.
 
Alla fine riusciamo ad ottenere la concessione, non solo per il nostro lavoro o per il nostro accanimento, ma anche per i contatti che teniamo con uffici competenti, ,con la Soprintendenza, per il restauro e l’ambiente, con gli ingegneri del Genio Civile, per le strutture, con i tecnici dell’Ufficio Tecnico, che ci aiutano a sbrigare pratiche per le quali spesso abbiamo difficoltà a risolvere e portare a termine.
E che ci aiutino è fuori discussione.
Ma in questi ultimi anni in Italia i nostri progetti sono sottoposti ad interventi devastanti che non sono né di autorità né di uffici competenti .
Vi racconterò tre casi, esemplari .
 
Il restauro e una migliorata fruizione del giardino Bellini.
Un lavoro pubblico, di conseguenza sottoposto ad un numero di approvazioni di gran lunga maggiore.
Approvazioni ottenute. Tutte.
Li ho visti entrare nella stanza della Soprintendente in massa.
Chi?
Tutti i rappresentanti delle associazione ambientalistiche.
E lì in quella stanza di cosa avranno parlato per sottoporre l’architetto ad un vero e proprio processo? Di pettirossi, di capinere, dell’apertura alare dei gabbiani,di cosa? Hanno aperto negli angoli della città tavoli per le firme contro il progetto. Dopo poche settimane è arrivato il sindaco con la coda fra le gambe e poi il rappresentante della Regione
 
( Qualcuno ha detto:”Farsi eleggere non è farsi amare.”)
 
La pratica si è bloccata.
 
 
 
 
 
.Il restauro della chiesa della Purità .La committenza era la Facoltà di Giurisprudenza, 13.000 studenti, una penuria di aule tragica, fanno lezione anche nei cinema, tenendo conto che hanno solo la sede di Villa Cerami. Quattro pagine di pareri ne ho contati 78. Nella nuova sede della Purità sarebbe stato aperto un consultorio per gli abitanti del quartiere e la disponibilità programmata di spazi dentro la nuova sede.Un progetto, credetemi, mirabile , coraggioso, avveniristico con soluzioni spaziali avvincenti .Un’associazione di cittadini del quartiere,una giornalista della Sicilia ed un avvocato penalista, assessore alla cultura, ottengono la sospensione dei lavori da parte del Comune,sospensione irregolare dato che poteva darla solo il Ministero dei lavori pubblici. Hanno fatto intervenire la magistratura , articoli di fuoco. Il progettista era l’architetto Di Carlo.
 
Piano regolatore di Urbino,
Centro direzionale di Padova,
Padiglione italiano ad Osaka,
Facoltà di medicina all’Università di Siena,
Medaglia d’oro a Londra,la royal Gold Metal nel1993
Medaglia d’oro per la cultura assegnatagli da Carlo Azeglio Ciampi.
 
Un’occasione perduta , perché per la nostra città doveva essere un onore realizzare la Purità.Vi leggo poche righe di una lettera che De Carlo ha scritto ad un tecnico, suo braccio destro nella realizzazione dei Benedettini, poco prima di morire.
 
Il 12 dicembre compirò 80 anni, Per dire la verità non mi sembra vero, e allora mi sento costretto a riflettere su quanto tempo mi rimane da dedicare all’Architettura.Le Corbusier, Gropius, Scarpa, Samonà a mala pena hanno navigato intorno agli 80, Neymaier a 90.Ma quello che è importante non è quando si muore , ma piuttosto quando non si ha più voglia ,semplicemente perchè si è stanchi di condurre una vita che è battaglia continua , incomprensioni, mancanza di riconoscimento, speranze deluse. Molti sono morti per l’Architettura molto prima di essere morti per la vita.
E’ poco il tempo creativo che mi rimane e allora sono costretto a pensare a che succederà dei miei lavori in corso, i più importanti:i Benedettini e la Purità.
 
Sindacati degli Architetti, Inarch e Ordine degli Architetti .L’avete fatto crepare senza avere speso una parola per farlo sentire meno solo. Non una parola.
 
 
Arredo Urbano e risistemazione degli spazi del Teatro massimo, Piazza Bellini,Via Rapisardi.
Questa volta il processo , non è stato fatto contro il progetto ( un progetto anch’esso approvato ) ma contro l’oggetto del progetto, che entrava nella filosofia della pedonalizzazione del Centro Storico. Non sono riusciti a bloccarlo, forse perché sono fortunatamente intervenuti contro solo a lavori avanzati, ma lo scontro c’è stato .E anche in questo caso , riunioni al Comune, progetti buttati per aria, proteste di chi vuole la città solo per fare i propri comodi .
 
Se avessero fatto ad un manovale un decimo di quanto hanno fatto in questi tre episodi la C.G.L. si sarebbe scatenata.
Ma noi le abbiamo le strutture destinate a rappresentarci e difenderci!
L’inarch, due Sindacati ed un Ordine che non ci hanno mai difeso. Se quanto ho raccontato è accaduto a De Carlo possiamo immaginare cosa hanno dovuto sopportare le altre centinaia di altri nostri colleghi. Centinaia di volte.
 
E allora perché questo mio intervento non sia solo una polemica sterile, occorre comprendere le ragioni di questa indifferenza.
Ero a Roma tempo fa, e ho approfittato per vedere alcune mostre, fra le quali quella dedicata a Zandomeneghi al Chiostro del Bramante, pittore dei primi anni del 900 veneziano trasferitosi a Parigi.Da Parigi scriveva a chi era rimasto a Venezia. Fra queste c’era una lettera che diceva:
 
”Quante messe ha dovuto soffrire Michelangelo, quante mani di Cardinali, Vescovi, Arcivescovi ha dovuto baciare per avere le Commissioni che ha avuto, e per essere protetto affinché potesse portare a termine quanto aveva progettato”.
 
Ecco la comprensione. Arriviamo ad un certo punto della nostra carriera in cui siamo costretti a condannarci all’opportunismo .Non ci possiamo permettere di avere rivali nella Soprintendenza , alla Regione, con il Sindaco, alla Provincia, con i giornalisti, perché basta un loro cenno perché finalmente possiamo fare diventare realtà i nostri progetti, e basta un loro cenno perché quello che abbiamo progettato rimanga carta. Non eravamo così, quando eravamo studenti o neolaureati, quella è un’ età in cui ci si può permettere di essere ribelli.
Ma dentro siamo rimasti così. Per questo i nostri progetti sono silurati. Sono progetti di architetti ribelli, che si condannano a vivere da opportunisti.
 
Dopo la comprensione posso accennare a due soluzioni :
1)- Creiamo in seno all’Ordine, ai due sindacati, nell’Inarch, una sezione giovani. Per qualche anno potranno costituire una testimonianza critica .Con loro dentro, non sarà facile far finta di niente, non sarà facile che certe azioni contro il nostro lavoro si compiano con l’aiuto della nostra finta indifferenza. Una presenza giovani che deve essere sostituita ogni due tre anni.
Poi diventeranno come noi.
 
2)-Non mi interesso né di Assessori né di giornalisti, ma di ambientalisti si. Hanno degli ideali, vogliono un mondo migliore e lo vogliamo anche noi.Se uno studio di Architettura ha una committenza che interessa loro, che si riuniscano, stendano un documento che faccia da orientamento per il nostro lavoro.
Prima cortesemente, non poco prima di aprire il cantiere.Basta con gli agguati finali.Se ad una trentina di pareri ne aggiungiamo un altro , il loro, non sarà un grande male.
Non sarà facile.Ci sono associazioni che sono piene di soldi, e ci sono associazioni che non hanno una lira, ci sono associazioni composte da migliaia e migliaia di soci e altre di poche decine , alcune sono legate al potere centrale e politico, altri sono del tutto isolati, ma potrebbe bastare che due tre di loro stendano un documento , perchè il nostro progetto possa farsi forte di un orientamento prezioso.
Sono l’unico che non ha ringraziato. Lo faccio ora.Siete come eravamo, come non ci possiamo permettere di esserlo ancora ora. Ma dentro credeteci siamo rimasti come siete voi, e voi fra non molto dovrete autocondannarvi ad una furberia che sarà la vostra dannazione.
Se sono riuscito a parlare come ho parlato questa mattina è perché ho preso da voi la forza delle vostre ribellioni.
 
 
 
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